2026: Special issue. Transnational Shelley(s): Metamorphoses and Reconfigurations
Transnational and Transmedial echoes between Mary and Percy

Il Prometeo post-moderno: strategie narrative nella riscrittura fumettistica del Frankenstein di Benoît Becker

Alessio Rischia
Biografia

Pubblicato 2026-02-10

Come citare

Rischia, A. (2026). Il Prometeo post-moderno: strategie narrative nella riscrittura fumettistica del Frankenstein di Benoît Becker. De Genere - Rivista Di Studi Letterari, Postcoloniali E Di Genere, 125–134. Recuperato da https://degenere-journal.it/index.php/degenere/article/view/268

Abstract

La Tour de Frankenstein è il primo di sei volumi scritti tra il 1957 e il 1958 per Angoisse, collana horror della casa editrice Fleuve Noir, in cui Benoît Becker (pseudonimo di Jean-Claude Carrière) prosegue la narrazione di Mary Shelley seguendo la scia del film di James Whale. Nel 1972, l’editore francese di fumetti Aredit dedica sette numeri della sua collana Hallucinations all’adattamento dei romanzi di Becker. Il fumetto introduce strategie narrative specifiche del medium, sfruttando la potenza espressiva della dimensione visiva per riscrivere la “creatura”. Le sue sembianze, modellate esplicitamente sul volto di Boris Karloff, si disgregano progressivamente in un’immagine sempre più demoniaca. La narrazione frammentata e la costruzione delle tavole riflettono questa evoluzione, rafforzando l’idea del mostro come entità instabile, refrattaria a ogni categorizzazione. In questo processo, la creatura si spoglia definitivamente di ogni traccia di umanità, trasformandosi in un’icona pop, destinata a reincarnarsi costantemente nella cultura visiva contemporanea.